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AL VIA IL ROMAEUROPA FESTIVAL 2014

Ecco che il Romaeuropa Festival dà il via alle danze del programma della ventinovesima edizione, con 52 appuntamenti per 118 recite da 19 paesi diversi.

Il programma è stato presentato all’Opificio Telecom Italia, sede della Fondazione, da Monique Veaute, Francesca Barracciu, Lidia Ravera, Michela Di Biase, Ercole Pietro Pellicanò Alain Fleischer e Fabrizio Grifasi, direttore Fondazione Romaeuropa.

Il Festival avrà inizio il 24 settembre e terminerà il 30 novembre prossimi, con appuntamenti che spazieranno dalla danza, al teatro, al circo, alle arti visive e alla musica, riempiendo quindici location sparse per tutta la Capitale, come l’Accademia Di Francia a Villa Medici, l’Auditorium Conciliazione, la Pelanda, i teatri Argentina, Brancaccio, Eliseo, Orologio, Piccolo Eliseo e Vascello.

Akram Khan e Israel Galván con Torobaka, una coreografia tra khatak e flamenco, apriranno la programmazione del Festival, per poi fare largo a Hofesh Shechter con Sun, Frédérick Gravel con la coreografia Usually Beauty Fails e Dada Masilo con una originalissima Carmen, una fusione tra danza africana e balletto classico.

Anna Lea Antolini curerà danza emergente italiana e internazionale con la rassegna DNA che quest’anno vedrà protagonisti i diversi linguaggi di Jefta Van Dinther e Thiago Granato, Louise Vanneste, Sharon Fridman, Claudia Catarzi, Arno Schuitemaker, Itamar Serussi, Daniele Ninarello, Manfredi Perego e tanti altri.

Dieci percorsi di laboratori pratici e teorici, talks e incontri con gli artisti coinvolgeranno i più diversi pubblici: studenti di università e accademie con i progetti IRIdico, L’altra Danza, DNA Memory_LAB e DNA Visioni, aspiranti fotografi con DNA pictures, ma anche bambini con DNA Juniors, e il grande pubblico con Coreographers Today e DNA words.

Ad accompagnare il Festival ci sarà la quinta edizione di Digital Life, piattaforma espositiva ideata e prodotta dalla Fondazione Romaeuropa, in cui si intrecciano arte contemporanea, innovazione tecnologica e ricerca sui new media. La Pelanda sarà il luogo che ospiterà la mostra, facendo entare gli spettatori dell’ambiente digitale digitale, in un mix di calcoli informatici e distorsioni grafiche che precipitano nel caos la routine dell’informazione e dell’interazione on line: estetica social-oriented, deflagrata, interrotta, destrutturata da fattori di disturbo sotterranei.

Così conclude Fabrizio Grifasi “La città, l’orizzonte internazionale, il valore delle opere degli artisti contemporanei, il rapporto con il pubblico sono da sempre i nostri punti di riferimento, e da questi ripartiamo con questa nuova avventura” dell’edizione 2014 del Romaeuropa Festival.